Esperienze formative attraverso
il gruppo
PROGETTO
DI RICERCA - SPERIMENTAZIONE - FORMAZIONE DEL PERSONALE
DELLA DIVISIONE DI MEDICINA GENERALE DEL PRESIDIO OSPEDALIERO "S.
LAZZARO" DI BRA
In collaborazione alle strutture
dell’A.S.L.18:
-
Direzione Sanitaria
dei Presidi Ospedalieri di Alba e Bra, Direttore: Dr.ssa M.C. Frigeri
-
S.O.C. Medicina Generale
P.O. Bra, Dipartimento Area Medica, Direttore: Dr. A. Vanni
-
S.O.C. Organizzazione
e Sviluppo Risorse Umane, Direttore: Dr. F. Cane
-
S.O.C. Psicologia
PP.OO. Alba-Bra, Direttore: Dr. D. Saglietti
Premessa
La considerazione da cui partire per articolare
la proposta del Progetto Formativo nasce dall’esigenza
per l’A.S.L. 18 di procedere allo sviluppo della organizzazione
dipartimentale e di assicurare il suo adeguato funzionamento sia in
relazione ai compiti specifici affidati a ogni dipartimento che come
nucleo – articolazione dell’organizzazione dell’Azienda.
Per questo, si rende necessario dare una prima visibilita' al concetto
di dipartimento che viene inteso come forma di collegamento
funzionale tra piu unita' operative dello stesso servizio che erogano
prestazioni anche in presidi diversi. Il dipartimento ha lo scopo di
armonizzare e integrare le prestazioni relative ad attivita' affini
o complementari favorendo la globalita' dell’intervento, l’interdisciplinarieta'
del lavoro, un piu stretto rapporto tra strutture ospedaliere e territoriali,
una maggior partecipazione del personale interessato, lo sviluppo dell’attivita
di aggiornamento e di ricerca, l’economicita della gestione.
Filosofia e Obiettivi del Progetto
Formativo
1. Dal lavoro
di gruppo al gruppo di lavoro 2. Il lavoro per progetti
3. La valutazione
Elemento centrale per
l’attivita' del dipartimento e la capacita' di lavorare in gruppo ponendo
in essere una interdisciplinarieta' iniziale che possiamo definire “interdisciplinarieta'
orizzontale” che si avvale dell’incontro tra le diverse esperienze
e competenze.
Sviluppare capacita' di lavorare in gruppo puo essere
assunto come il primo obiettivo del Progetto Formativo. Questo obiettivo
ha prevalentemente il carattere di prerequisito cioe di definizione
di una possibile risorsa capace di produrre evoluzione dell’organizzazione.
Il secondo obiettivo del Progetto Formativo e individuato nel passaggio
dal “lavoro di gruppo” al “gruppo di lavoro”, cioe nella costituzione
di un “soggetto” organizzativo che si ponga in maniera attiva (autopoietica
e trasformativa) nei confronti della organizzazione stessa.
Questo passaggio introduce la necessita' di riconcettualizzare
il concetto di risorsa e di risorsa umana. In questo contesto
non ci si vuole riferire alla risorsa umana di cui l’individuo e direttamente
portatore ma alla risorsa organizzativa che egli rappresenta e puo rendere
possibile.
La risorsa umana non e riferita, quindi, all’insieme di individui (in
gruppo) quanto all’organizzazione ossia all’insieme di relazioni organizzate
con una propria cultura (gruppo di lavoro). Cosi, la risorsa umana non
e piu quella analizzata e rappresentata all’interno della tradizionale
concezione del sociale caratterizzato da divisione del lavoro e da consumi,
ma dal sociale in cui si articola partecipazione, impegno, sviluppo
e differenziazione. La capacita' collettiva di produrre, trasformare,
innovare non richiama tanto l’adeguatezza degli investimenti materiali
quanto la pertinenza e qualita degli investimenti immateriali (nelle
persone, nel sistema di relazioni, nella cultura).
Il concetto chiave su cui si basa lo sviluppo dell’investimento materiale
e' costituito dall’apprendimento. Il soggetto non e'
piu' solo portatore di una capacita' specifica, ma viene riconosciuto
capace di apprendere individualmente e collettivamente (attraverso la
formazione e l’esperienza di cooperazione) e, attraverso l’apprendimento,
capace di trasformare se stesso e l’organizzazione (learning organization).
Il successo delle nuove formule di organizzazione dipendera'
essenzialmente dallo sviluppo delle capacita' di apprendimento.
Cio' e' egualmente vero sia per la mobilitazione delle risorse umane
all’interno dell’impresa, che per le relazioni con il cliente e per
la creazione e il mantenimento di collegamenti tra imprese efficienti
- efficaci, sia per ogni processo di sviluppo endogeno.
Ecco, allora, la necessita di una ridefinizione dello stesso concetto
di formazione che non coincide piu con la pura acquisizione di un valore
aggiunto di conoscenza, ma con la capacita' di auto – formarsi.
Si tratta, quindi, di un processo deuteroapprendimento cioe di un apprendere
ad apprendere.
Il Progetto Formativo ripone questa possibilita' all’interno
del passaggio tra l’apprendere a “lavorare in gruppo” e il costituirsi
del “gruppo di lavoro” come soggetto organizzativo...
...il terzo obiettivo
del Progetto Formativo: “lavoro per progetti”.
Lavorare per progetti significa adottare uno stile di lavoro e non semplicemente
costruire un progetto obiettivo spostando il punto focale dell’attivita
lavorativa dall’orientamento al compito all’orientamento al
risultato.
E’ questa una modalita' capace di portare a integrazione il
livello di governo e il livello di esercizio con una effettiva
direzione per obiettivi con la formulazione di progetti operativi veri
piani di lavoro per la realizzazione degli obiettivi indicati.
Questo modello rifiuta l’esistenza di un rapporto lineare tra sintomo
e trattamento del sintomo, titolarita' dell’intervento da parte della
figura professionale o da parte del servizio, affermando una polifunzionalita'
dei servizi e delle prestazioni strumentali in ordine a piu' funzioni.
L’impianto organizzativo di un sistema che si propone l’integrazione
tramite la gestione di progetti puo' essere considerato evolutivo del
modello di integrazione funzionale. Accanto alla struttura organizzativa
– gestionale si articola un’altra struttura, che taglia trasversalmente
la struttura gestionale, alla quale spetta di elaborare e realizzare
il progetto.
Questa struttura puo essere identificata, nella sua forma piu stabile,
con la struttura dipartimentale nell’accezione data in apertura a questo
Progetto.
Nell’ottica della implementazione piu adeguata delle strutture dipartimentali
il Progetto di Formazione ha individuato, allora, come obiettivi prioritari
e conseguenti:
- lo sviluppo della capacita di lavorare in gruppo,
- il passaggio dal lavoro di gruppo al gruppo di lavoro,
- il lavoro per progetti.
Il lavoro per progetti non puo essere separato dalla sua dimensione
complementare: il processo di valutazione.
E’ questo il quarto obiettivo del Progetto di Formazione.
In quest’ambito la valutazione viene intesa come l’insieme delle attivita
che regolano il meccanismo di feedback con cui gestire il processo decisionale.
Questo, permette di acquisire alcune immediate consapevolezze circa:
- il superamento dell’approccio economicista – organizzativista. Tale
approccio mette, infatti, a confronto il volume delle risorse utilizzate
(input) e la quantita - qualita del servizio erogato (output) prescindendo
da quale struttura intermedia (throughput) produca
la trasformazione reale,
- il fatto che una valutazione degli interventi e dei loro risultati
non puo avvenire mediante criteri restrittivi ma considerando la complessita
della realta' del soggetto, nonche la sua specificita',
- l’esigenza che la valutazione sia una attivita' intrinseca e continua
del servizio, coinvolgendo direttamente il livello di esercizio (operatori)
e il livello di governo (i soggetti responsabili delle scelte),
- il fatto che nessuna valutazione puo essere la “valutazione del servizio”
per cui diviene necessario valutare i diversi soggetti istituzionali
in relazione ai loro compiti e agli obiettivi raggiunti. La valutazione
del servizio non e data, quindi, neppure dal punto di vista dell’utenza
ma solo da una “contrattazione – negoziazione” tra
le diverse esigenze e valutazioni dei diversi soggetti.
Il processo di valutazione, inteso come funzione permanente e complementare
del lavoro per progetti, e stato qui riformulato utilizzando
il concetto di “rientro” (reentry) assunto dall’impianto teorico
del darwinismo neuronale elaborato dal Edelman.
Il concetto do “rientro” permette di superare la linearita' del concetto
di feedback inteso come funzione prevalentemente correttiva.
Nella logica dei sistemi complessi si ha la necessita di un continuo
flusso di informazioni sullo stato del progetto e sull’efficacia ed
efficienza degli interventi..
La concezione del processo di valutazione come rientro tiene conto di
questa complessita' e permette di affiancare alla funzione correttiva,
come dimensione imprescindibile della valutazione stessa, la costruzione
di un flusso di conoscenze e la definizione della “memoria” del sistema
come ricategorizzazione, ossia come processo dinamico
che includa la consapevolezza dei cambiamenti nel modo di operare del
progetto o dell’intero sistema a seguito degli eventi selettivi precedenti.
E’ questa la base per permettere
al sistema di acquisire (fare emergere) nuove qualita, un plusvalore,
frutto della capacita' dell’organizzazione di organizzare
(riorganizzare) costantemente se stessa attraverso la complessita degli
elementi interagenti.
E’ in questo contesto che si determinano le condizioni per una solidarieta'
organizzativa intesa come atteggiamento mentale, idea direttrice che
rimandi
- per il soggetto alla possibilita di sviluppare la propria identita,
almeno per una sua parte, tramite l'appartenenza a un gruppo, a una
organizzazione,
per l’organizzazione alla possibilita di trovare un attore capace di
interpretare coerentemente la complessita' organizzativa,
un soggetto condividente capace di integrazione con gli obiettivi dell’organizzazione
e di una collaborazione interfunzionale, al di la' delle specializzazioni
professionali...
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