Azienda Sanitaria Regionale del Piemonte
A.S.L. CN2 Alba - Bra
Struttura Organizzativa Complessa
PSICOLOGIA
PROGETTO PET EDUCATION:
UNA NUOVA MATERIA DIDATTICA

Un percorso educativo e ricreativo con l’ausilio del cane, presso l’Asilo Miroglio


Abstract

Il progetto in corso si svolge presso l’Asilo Miroglio “La casa dei bambini” ad Alba ed è coordinato dalla S.O.C. di Psicologia dell’ASL CN2, in partnership con il Servizio Veterinario Area A Sanità Animale, la Direzione Sanitaria di Presidio dell’Azienda Sanitaria Locale CN2 Alba Bra e l’Associazione “Argos” di Marco e Valentina Fontanone, addestratori dei cani utilizzati per realizzare tale attività, Melba, un pastore tedesco, e Tenka, un labrador.

Destinatari

Il primo anno della scuola materna dell’Asilo Miroglio “La casa dei bambini”: la classe dei “PULCINI”, 24 bambini di 3-4 anni.


Finalità

Questo progetto ha l’obiettivo di facilitare l’incontro bambino-cane, attraverso la scoperta da parte del soggetto, di nuove e corrette strategie comunicative al fine di un decentramento (dal simpatico all’empatico) che aiuti ad approcciarsi all’altro in modo più consapevole e responsabile.
Il cane, mediatore emozionale e facilitatore delle relazioni sociali, offre ai bambini la possibilità di proiettare le proprie sensazioni interiori e costituisce un’occasione di scambio affettivo e di gioco.
In linea con il programma seguito dalla scuola, le finalità educative sono le seguenti:
• Aumentare l’autonomia personale, la stima di sé e il senso di sicurezza
Compiti esemplificativi: condurre il cane al guinzaglio, dare i comandi al cane, fare le coccole, dare il biscottino
• Aumentare le abilità cognitive
Aumentare la conoscenza di concetti di base, quali, ad esempio, vicino/lontano, sopra/sotto, dentro/fuori e, a lungo termine, realizzare l’integrazione personale dello schema corporeo
• Rispettare gli altri, le regole e i turni

Elementi teorici

Il progetto qui proposto si riconduce alle c.d. EAA ovvero Educazione Assistita dagli Animali. Con Pet Education s’intende una realtà che assume caratteristiche intermedie proprie delle TAA e delle AAA e rispecchia un profondo rinnovamento, da tempo in atto nel sistema scolastico-educativo, volto a promuovere una maggiore interazione dei bambini in età scolare con l’ambiente e in particolare con il mondo vivente.
Da un punto di vista operativo è bene distinguere tra Terapie assistite dagli Animali (TAA) e Attività Assistite dagli Animali (AAA): secondo l’Istituto Superiore di Sanità, le Attività Assistite dagli Animali sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, mentre le Terapie Assistite dagli Animali sono attività terapeutiche vere e proprie, cioè con precise caratteristiche finalizzate a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante obiettivi specifici.
Gli effetti più noti della Pet Education, vanno dalla messa in atto di dinamiche empatiche, al focalizzare l'attenzione all'esterno spostando l'attenzione da se stessi a un altro essere vivente, al divertimento con l'animale, alla socializzazione, al contatto fisico, allo sviluppo di unità didattiche, all'uso di registri sensoriali, al senso di responsabilità che il contatto con un animale di cui prendersi cura, implica.
Secondo alcune ricerche, l’animale nella sua diversità morfologica e comportamentale solleciterebbe il bambino nella formazione e nella ricchezza dell’immaginario, offrendogli più modelli per i suoi processi elaborativi e rafforzando la sua fantasia. Inoltre, l’interazione con la diversità dell’animale aiuterebbe il bambino nell’affrontare la multiformità, trasformando la diffidenza in curiosità e tolleranza.
Attraverso gli stimoli che l’animale fornisce al bambino, richiamando la sua attenzione, ponendogli dei problemi e suggerendogli delle soluzioni, favorisce una vera e propria ginnastica cognitiva.
Il cane induce nel bambino uno stato di sicurezza affettiva che favorisce il relazionarsi con il mondo esterno, l’espressività, l’esploratività e l’equilibrio emotivo.
Il prendersi cura dell’animale, l’accudirlo e il coccolarlo, mitiga o inibisce comportamenti aggressivi e di incuria, di scarsa disponibilità verso l’altro, di disordine gestionale e organizzativo, di mancanza di attenzione verso il prossimo e di scarsa considerazione persino del proprio mondo e di sé. Il rapporto con il pet rafforza inoltre la sicurezza affettiva, ossia i processi di empowerment.

Realizzazione

Il giusto approccio con il cane avviene attraverso la conoscenza, il contatto fisico e la collaborazione:
• FASE CONOSCITIVA
- Osservazione ed esplorazione dell’animale (fare le coccole, toccare e imparare a nominare le diverse parti del corpo del cane confrontandole con le proprie)
• FASE INTERATTIVO-EPIMELETICA
- Creare l’evento d’incontro e presentazione
- Accogliere i messaggi dell’animale
- Impostare e costruire la reciproca interazione attraverso una relazione empatica
- Valutare i bisogni di cura e accudimento dell’animale: muoversi insieme o pulirlo con dei fazzolettini
• FASE LUDICO-PERFORMATIVA
- Farsi capire: comandi di base
- Condurre il cane con il guinzaglio attraverso percorsi, superando ostacoli e raggiungendo mete
- Attività ludiche strutturate con utilizzo di oggetti: personaggi Disney, piccoli animali in gomma, schede colorate, palla, salsicciotto ecc.


Conclusioni e commenti

Tematiche osservate:
• il rapporto con l’animale affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, il rallentamento del battito cardiaco;
• la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, simile a quello che le madri utilizzano con i loro bambini, che produce un effetto rassicurante, sia in chi parla, sia in chi ascolta. Inoltre, data l’incapacità dell’animale di valutare, correggere, contraddire le affermazioni dell’uomo, la comunicazione che deriva tende ad essere più spontanea, meno vincolata al timore di essere giudicati, quindi, la relazione che si instaura è meno stressante. Questo non toglie, tuttavia, che la comunicazione uomo-animale non sia altrettanto ricca quanto quella tra esseri umani, in quanto fa uso di un’ampia gamma di segnali non verbali;
• la stimolazione mentale, che si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;
• il tatto: il contatto corporeo, il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza. Il dialogo con l’animale è basato principalmente sulla gestualità e il tatto;
• l’elemento ludico: il gioco e il divertimento portano benefici psicosomatici. Il gioco consente di rinforzare i legami, di stimolare i contatti fisici e le risate. Le persone, tramite esso, possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma;
• la facilitazione sociale: la presenza di un animale costituisce un’occasione di interazione tra i membri del gruppo, in quanto può rappresentare l’oggetto di una conversazione;
• l’attaccamento: il legame che si viene a creare tra uomo e animale può favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno essere trasferiti, in seguito, ad altri individui;
• l’empatia: la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo, viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;
• l’antropomorfismo: l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale, può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno. Inoltre, la proiezione e l’identificazione di alcune parti di sé sull’animale possono aiutare gli individui a ri-conoscere e accettare parti di sé, che spesso vengono rifiutate;
I risultati riscontrati suggeriscono l’efficacia del progetto. Le potenzialità delle attività educative con animali sono molteplici: il referente animale gioca un ruolo essenziale nel lenire lo stress, dare una sensazione di continuità durante la crescita, diminuire il senso di vulnerabilità e creare ambienti d’intimità.
Il legame che si viene a stabilire con il cane è particolarmente significativo perché esso non giudica, non critica e ama senza riserve; il rapporto con il cane si presta bene a esemplificare il ruolo di supporto funzionale, di attivatore/mediatore cognitivo, di catalizzatore affettivo, di generatore di senso e di amplificatore di socialità.
In conclusione, insegnare le regole all'animale significa insegnarle anche ai bambini, ottenendo così processi d'apprendimento più veloci e, elemento non indifferente, insegnando loro anche a prendersi cura di qualcuno diverso da sé.

Per informazioni è possibile contattare: Dr.ssa Jessica Lamanna Tel. 0173.316075


Progetto finanziato dalla Fondazione Elena e Gabriella Miroglio