Azienda Sanitaria Regionale del Piemonte
A.S.L. CN2 Alba - Bra
Struttura Organizzativa Complessa
PSICOLOGIA

 


Abstract

Il progetto in corso si svolge presso la Casa di riposo “A.B. Ottolenghi” ad Alba ed è coordinato dalla S.O.C. di Psicologia dell’ASL CN2, in partnership con il Servizio Veterinario Area A Sanità Animale, la Direzione Sanitaria di Presidio dell’Azienda Sanitaria Locale CN2 Alba Bra e l’Associazione “Argos” di Marco Fontanone, addestratore e pet partner dei cani utilizzati per realizzare tale attività, Eros, un pastore tedesco, ed Akita, un labrador.

DESTINATARI
Gli ospiti della Casa di riposo “A.B. Ottolenghi”.

FINALITA’
L’obiettivo del progetto è migliorare la qualità della vita e lo stato generale di benessere degli ospiti. Nello specifico:
- Ridurre lo stato di isolamento;
- Ridurre i problemi di comportamento (es. aggressività, oppositività, iperattività);
- Favorire il mantenimento o il recupero di competenze;
- Promuovere attività che aiutino il recupero e l’utilizzo di capacità settoriali (es. l’attenzione);
- Offrire motivazioni che forniscano il mantenimento ed il recupero di autonomie.

EQUIPE DI LAVORO
È stato costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare composto dal personale sanitario della Residenza “A.B. Ottolenghi” Onlus (Direttore Sanitario, animatrice, fisioterapisti, OSS, infermieri), dalla psicologa referente e dall’assistente sanitaria della S.O.C. di Psicologia, dai veterinari del Servizio Veterinario Area A Sanità Animale (coinvolto nella realizzazione e nel monitoraggio del Progetto), dall’addestratore e pet partner, Marco Fontanone, e dai cani della Società Argos, Eros, un pastore tedesco, ed Akita, un Labrador. Del gruppo hanno fatto parte anche alcuni tirocinanti.

ELEMENTI TEORICI

Il progetto qui proposto si riconduce alle c.d. Animal Assisted Therapies (AAT) ovvero Terapie Assistite dagli Animali.

CHE COS’E’ LA PET THERAPY?

“L’utilizzo di animali da compagnia ai fini di Pet Therapy” è stato riconosciuto come
cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio
2003. Tale Decreto ha sancito per la prima volta nella storia del nostro paese il ruolo
che un animale può avere nella vita affettiva di una persona, nonché la valenza
terapeutica degli animali da compagnia.
I risultati di recenti studi scientifici indicano chiaramente come l’interazione con un
animale favorisca i rapporti interpersonali, stimolando ilarità e giocosità e offrendo occasioni di interazione. L’animale può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Lo scopo delle TAA consiste nell’affiancare le terapie tradizionali utilizzando soggetti animali con specifiche caratteristiche. Le TAA possono essere utilizzate per migliorare lo stato fisico, sociale, emotivo e cognitivo di pazienti. Sono effettuate in ampi e differenti contesti e possono coinvolgere gruppi o singoli individui.
Sono stati riportati riscontri evidenti dell’efficacia delle TAA nel ridurre la depressione, la pressione sanguigna, l’irritabilità, l’agitazione e nell’aumentare l’interazione sociale negli anziani ospedalizzati o ospiti in case di cura, spesso soli, privi di affetti, chiusi in se stessi, e restii ad avere rapporti interpersonali. Studi di tipo epidemiologico condotti su pazienti infartuati hanno evidenziato che la presenza di un pet aumenta le capacità di sopravvivenza . In alcune patologie la presenza di un compagno a quattro zampe può stimolare il comportamento sociale, aumentando la frequenza di sorrisi, risate, sguardi, carezze, la verbalizzazione tra pazienti, il chiamare per nome ecc...
Per una buona pratica delle TAA è necessario rispettare alcune raccomandazioni:

- Interdisciplinarietà
E’ necessario un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali che interagiscono sul campo, ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia, in qualità di operatori, allo svolgimento della attività e delle terapie. In ogni caso,
qualora il soggetto umano sia affetto da una patologia conclamata, la presenza di personale medico nell’equipe deve essere assicurata. Le TAA sono di supporto e non sostituiscono le terapie tradizionali.

- Pianificazione degli interventi
È necessaria una strutturazione metodologica e una pianificazione degli interventi a livello individuale, con l’identificazione degli obiettivi che si vogliono raggiungere, per ridurre il rischio di problemi e facilitare la raccolta di informazioni utili a definire l’efficacia degli stessi, attraverso l’attuazione di un preciso protocollo che comprende:
• Individuazione di obiettivi di salute specifici per ciascun destinatario dell’intervento;
• Documentazione dell’intervento;
• Valutazione degli esiti.

- Selezione della specie animale
I soggetti animali vanno selezionati sulla base della tipologia, razza, taglia, sesso ed età e, in particolare, sulla base del comportamento più appropriato per la tipologia di intervento.
Il cane è la specie animale più largamente utilizzata come co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani. In generale, gli animali domestici, in particolare i piccoli mammiferi, sono da preferirsi poiché selezionati, nel corso dei millenni, per interagire emotivamente con l’uomo.

- Salute umana e animale
Gli animali che partecipano a programmi di TAA devono essere monitorati da un medico veterinario per prevenire o minimizzare la trasmissione di zoonosi all’uomo.

- Benessere nelle interazioni uomo-animale
Durante la seduta di TAA, il benessere di tutti i componenti dell’equipe, oltre che quello del soggetto umano e dell’animale utilizzato, vanno monitorati e salvaguardati e la terapia proseguita solo nel caso in cui non si manifestino segni di insofferenza o di stress da parte della coppia uomo-animale o degli altri componenti del gruppo di lavoro.

CHE COS’E’ IL “PET”?

E’ l’animale d’affezione. E’ il tramite perfetto per lo sviluppo delle relazioni. Con il suo bagaglio di spontaneità, permette la creazione di un contesto di sicurezza e di tranquillità.

FUNZIONI:

- catalitica (aumenta la socializzazione);

- di sostegno psicologico (è induttore di sorrisi e di buonumore, stimola reazioni positive);

- di riequilibratore psicologico (la presenza dell’animale riduce lo stress psicologico, l’ansia e la depressione);

- cardioprotettiva (riduce la pressione arteriosa e il rischio di alcuni problemi cardiaci come l’infarto);

INOLTRE…
Risultano notevoli i miglioramenti sulla mobilità, la deambulazione, la sensibilità e la riduzione della spasticità muscolare.

L’animale ha la peculiarità di accogliere e di essere accolto dalle persone senza alcun tipo di barriera fisica e psicologica, comunicando affetto a prescindere dalle condizioni fisiche e mentali di chi ha di fronte; questo può contribuire a migliorare le condizioni di vita delle persone aprendo una strada alla relazione e alla comunicazione interpersonale.
In compagnia del pet si attivano inesorabilmente meccanismi d’azione che vedono coinvolti il soma e la psiche in una congiunzione inscindibile dominata principalmente da un trainer affettivo-emozionale. Sono questi meccanismi che determinano la regolazione del ritmo cardiaco e della respirazione, a rallentare le onde elettriche cerebrali, a ridurre la liberazione di corticosteroidi e ad incrementare la produzione di endorfine.

REALIZZAZIONE

Il programma è stato strutturato secondo le modalità di seguito riportate:

- CICLI D’INTERVENTO DELLA DURATA DI 3 MESI CIASCUNO: TOTALE 12 SEDUTE
- OGNI CICLO COINVOLGE 2 GRUPPI DI CIRCA 6 OSPITI CIASCUNO
- DURATA SEDUTA (CADENZA SETTIMANALE): 2 ORE (1 ORA PER GRUPPO)

LA SCELTA DEI FRUITORI

Attenta e puntuale selezione effettuata dall’equipe di lavoro in relazione al possibile giovamento della terapia e alla disponibilità degli ospiti a partecipare alle attività.
I gruppi sono stati creati attraverso un’attenta analisi dei bisogni e delle vulnerabilità degli ospiti individuati, cercando di mantenere omogeneità all’interno di ciascun gruppo e calibrando l’intervento sui bisogni effettivi.

BISOGNI INDIVIDUATI

- Aumentare l’interesse per il presente;
- Risvegliare l’attenzione e la comunicazione;
- Recuperare le capacità residue;
- Favorire lo sviluppo di attività che stimolino l’aspetto cognitivo.

OBIETTIVI COGNITIVO-EMOTIVI

- Coinvolgere tutti i partecipanti;
- Favorire il benessere e il rilassamento;
- Contribuire a rallentare i processi degenerativi;
- Mantenere e valorizzare le residue funzioni mentali;
- Stimolare e promuovere la comunicazione e le relazioni tra i membri del gruppo;
- Stimolare la socializzazione (scoperta dell’altro, capacità di adattamento, disponibilità a mettersi in gioco, collaborare).

OBIETTIVI PERCETTIVO- MOTORI

- Valorizzare le sensazioni tattili determinate dall’accarezzamento del pet e quelle visive;
- Favorire la motilità;
- Migliorare equilibrio, coordinazione, flessibilità, percezione dello spazio.

CONCLUSIONI E COMMENTI

Dal punto di vista terapeutico-riabilitativo, possiamo pensare ad una effettiva efficacia del progetto nel senso di una interazione significativa nell’amplificare, toccare e modulare nuclei di autenticità degli ospiti. “L’autentico”, scrive K. Jaspers, “è ciò che è più profondo in contrapposizione a ciò che è più superficiale, ciò che tocca il fondo di ogni esistenza psichica di contro a ciò che ne sfiora l’epidermide”.
Nella seduta accade un contagio emotivo, che coinvolge tutti. Una partecipazione emotiva collettiva. Un sentimento di appartenenza e condivisione.
Il gesto inibito si forma nell’intenzione, sostenuto da una motivazione intrinseca e si compie in azioni sempre più complesse e finalizzate: dare il biscottino, prendere la mira e lanciare la palla dentro il cesto o per colpire e spostare un oggetto, portare il cane al guinzaglio, calciare la palla, eseguire percorsi prestabiliti.
E’ straordinario notare, con costante sorpresa, quanti eventi nuovi si costellano in ogni successiva sessione di lavoro. Come cresce il sentimento di fiducia, l’attenzione, la partecipazione, l’impegno, la voglia di condividere emozioni. Lentamente lo sguardo, a volte assente o perso nel vuoto, si sposta dal cane agli operatori e poi agli altri. Si creano le premesse di un dialogo, le premesse per l’accettazione autentica di se stessi e dell’altro.
Gli anziani che abbiamo conosciuto e con cui abbiamo lavorato vogliono raccontarsi e chiedono timidamente di essere ascoltati. Ciascuno si presenta solo ed estraneo agli altri, fianco a fianco fisicamente ma in realtà lontanissimo dagli altri. Come ombre. Queste ombre hanno riconquistato luce, volti, nomi, storie di vita, competenze, accettazione di limiti e difficoltà …
Concludendo, vorremmo ricordare quanto scrive John Richard Stephens: “Gli umani trascorrono molto tempo tentando strenuamente di rendere la loro vita felice. Essi tendono a rifugiarsi nel loro piccolo mondo. Li confonde il fatto di non sapere di che cosa hanno bisogno e che cosa vogliono…
I cani non hanno questo problema. Loro sanno esattamente che cosa li rende felici: fare qualcosa per qualcuno. Mettono in atto quello che sono in grado di fare per compiacere i loro compagni umani ed ogni segnale del fatto che hanno avuto successo li rende molto felici”.

BIBLIOGRAFIA
Cirulli F, Alleva E. (Ed.). Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2007. (Rapporti ISTISAN 07/35).

Corson SA, Corson EOL, Learly E, Gwynne PH, Arnold LE. Pet-facilitated psychotherapy in a hospital setting. Current Psychiatric Therapies 1975;15:277-86.

Friedman E, Katcher A, Lynch JJ, Thomas SA. Animal companions and one-year survival of patients after discharge from a coronary care unit. Public Health Reports 1980; 95:307-12.

Alcuni siti web di interesse

www.ciaopet.org
www.dog-play.com
www.ministerosalute.it
www.petnews.it
www.pet-therapy.it


Per informazioni è possibile contattare: Dott. ssa Jessica Lamanna Tel. 0173 316075
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Progetto finanziato dalla Casa di Riposo "A. B. Ottolenghi"

PROGETTO CUR-AR-BENE
con la PET THERAPY