PET
THERAPY: ASSISTENTI A QUATTRO ZAMPE |
| La possibilità di sperimentare
percorsi sanitari inconsueti spesso diventa possibile grazie alla disponibilità
e alla collaborazione di Aziende private. La pet therapy, Attività
e Terapie Assistite dagli Animali nei contesti sanitari, si è potuta
realizzare proprio grazie a questa disponibilità e collaborazione
e, nel nostro specifico caso con il finanziamento della Fondazione Elena
e Gabriella Miroglio.
Introduzione Nel nostro Paese si è assistito negli ultimi anni ad una grande diffusione della pet therapy. La pet therapy, giustamente rinominata con i termini di Attività e Terapie Assistite dagli Animali (AAA/T, dall’inglese Animal Assisted Activities ed Animal Assisted Therapy), merita la massima conoscenza e divulgazione possibile, grazie alle straordinarie potenzialità che presenta nel migliorare la qualità della vita e lo stato generale di benessere delle persone o nella riduzione degli effetti negativi di diverse patologie. Le Attività Assistite Dagli Animali (Animal Assisted Activities) secondo l’Istituto Superiore di Sanità, sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo, finalizzati al miglioramento della qualità della vita. Le Terapie Assistite Dagli Animali (Animal Assisted Therapy) ancora secondo l’Istituto Superiore di Sanità sono attività terapeutiche vere e proprie, cioè con precise caratteristiche finalizzate a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante obiettivi specifici. Nel complesso la pet therapy si presenta come terapia dolce, non invasiva, che si basa sulla capacità di “sfruttare” al massimo gli effetti benefici che possono avere sul nostro corpo e sulla nostra psiche la presenza e soprattutto l’interazione con un animale. Adatte per bambini, adulti ed anziani, l’impiego si può realizzare nei più diversi contesti socio-sanitari, dagli ospedali alle residenze per anziani, dalle scuole alle comunità di recupero. Sia le AAA sia le AAT non possono comunque essere considerate un intervento alternativo esclusivo rispetto ai trattamenti medici tradizionali, ma piuttosto una co-terapia da affiancare a questi, in cui l’animale diviene un “co-terapeuta”, un coadiutore del lavoro svolto dal medico, psicologo, fisioterapista ecc., nella cura e nell’assistenza del paziente. Il Progetto Il progetto ha come obiettivo
un intervento riabilitativo nell’ambito della lungodegenza finalizzato
alla realizzazione di interventi di supporto prevalentemente riabilitativo
a favore di soggetti malati ricoverati presso l’Ospedale P. Toso
di Canale. Il progetto di pet therapy è stato realizzato col
finanziamento della Fondazione Elena e Gabriella Miroglio.
Inoltre, lo stesso è coordinato dalla S.O.C. di Psicologia dell’ASL
18 e si realizza in partnership con le SS.OO.CC. Medicina Generale P.O.
Alba, R.R.F, Servizio Veterinario Area A Sanità Animale e la
Direzione Sanitaria di Presidio dell’Azienda Sanitaria Locale
18 Alba Bra. Realizzazione L’attività di pet therapy è
svolta sia individualmente, sia in piccoli gruppi ( tre-quattro pazienti)
presso la S.O.C. di Medicina Generale dell’Ospedale P.Toso di
Canale, nell’ambito di un setting specifico. In seguito ad una
valutazione delle caratteristiche dei pazienti, condivisa tra gli operatori
coinvolti (fisioterapista, medici, infermieri, psicologo), si selezionano
i pazienti disponibili a partecipare all’attività di pet
therapy con definizione degli obiettivi da raggiungere. v Lo sviluppo delle capacità comunicativo-espressive
Nel primo semestre di realizzazione del progetto,
molti dei pazienti coinvolti erano affetti prevalentemente dalle seguenti
patologie: esiti ictus cerebrale, sindrome da immobilizzazione, parkinsonismo,
vasculopatia cerebrale, esiti frattura femore. Il benessere dell’animale Come sottolinea il Dottor Luciano Ratto direttore
del Servizio Veterinario dell’Asl 18, il ruolo svolto dall’animale
nelle terapie assistite da animali non è quello di un farmaco,
ma quello di indurre disposizioni positive attraverso un rapporto diretto
con la persona anziana, fatto di parole, carezze, gesti o giochi. Viene
utilizzato l’animale perché non giudica, non è in
competizione, offre stimoli e possibilità Conclusioni e commenti I risultati riscontarti nella fase sperimentale suggeriscono l’efficacia del progetto, soprattutto considerando i benefici che la pet therapy ha determinato e che può apportare ai pazienti anziani con quadri clinici debilitanti, ospedalizzati, che spesso presentano problemi di dialogo e comunicazione, di disagio, apatia, mancanza di motivazione. Consideriamo infatti, in base alle osservazioni raccolte nell’ambito della prima fase progettuale, che l’interazione con i cani utilizzati per la pet therapy possa essere particolarmente utile per alleviare i momenti di sofferenza, solitudine, sconforto derivanti da una lunga malattia o una degenza in ospedale, oltre che per perseguire gli obiettivi specifici della pet therapy. Per informazioni è possibile contattare:
Eugenia Baldi Tel. 0173.316075 |